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Il fisco non risponde? Il debito cade… convegno a Milano

da “Il Giornale delle PMI” 14/10/2019 – 

Il 10 ottobre scorso si è tenuto a Milano un interessante convegno a tutela dei contribuenti (sopra, i relatori, ndr).

Tema principale dell’incontro – organizzato da Milano PerCorsi e con la collaborazione dell’associazione universitaria ELSA Milano –  ha avuto come relatori la Dott.ssa Donatella Dragone (nota commercialista milanese) e l’Avvocato cassazionista Matteo Sances e ha riguardato la recente sentenza della Corte d’Appello di Lecce (locandina del convegno: http://www.milanopercorsi.it/wp-content/uploads/2019/09/10-Ottobre-2019.pdf ).

Nella predetta pronuncia – riportata anche dal Sole24ore e dall’ANSA nelle settimane scorse – I giudici salentini hanno sancito che se il Fisco o l’Inps non rispondono entro 220 giorni alla lettera di contestazioni del contribuente il debito viene annullato per “silenzio/assenso“.

La sentenza in questione è la numero 1539/2018 che nel frattempo è divenuta definitiva in quanto non è stata impugnata in Cassazione dagli enti pubblici (la sentenza è visibile su www.studiolegalesances.it – sez. Documenti)

Protagonista dell’iniziativa giudiziaria è l’Avvocato Matteo Sances, di Camera Civile Salentina.

Spiega l’Avvocato Sances, “in occasione di questo incontro abbiamo raccontato che siamo venuti a conoscenza di questa legge quasi per caso, spulciando tra le centinaia di norme presenti nella Finanziaria 2013 (legge n.228/2012). Esaminando, infatti, l’articolo 1, comma 537, della predetta legge troviamo che i <<concessionari per la riscossione sono tenuti a sospendere immediatamente ogni ulteriore iniziativa finalizzata alla riscossione … su presentazione di una dichiarazione da parte del debitore…>>. Ovviamente la parte più importante della norma è sicuramente quella che stabilisce le conseguenze derivanti dalla mancata risposta dell’ente pubblico. Il comma 540 della predetta legge, infatti, prevede che <<trascorso inutilmente il termine di duecentoventi giorni dalla data di presentazione della dichiarazione del debitore … le partite sono annullate di diritto>>”.

“Questa sentenza – spiega la Dott.ssa Dragone – non è isolata in quanto ci sono numerose altre pronunce dello stesso tipo (come ad esempio la sentenza della Commissione Tributaria di Lecce n.2674/16 e la sentenza della Commissione Tributaria Milano n.5667/17) ma è sicuramente importante perché non è stata impugnata in Cassazione dagli Enti che dunque ne hanno riconosciuto la legittimità.

Anche da Elsa Milano emerge grande soddisfazione per l’importante riconoscimento dei diritti dei contribuenti. In particolare, secondo Anna Iaria di Elsa “Questa legge è molto importante poiché  permette ai contribuenti che ricevono atti esattoriali illegittimi da parte della vecchia Equitalia (ora Agenzia entrate riscossione) di poter inviare una semplice dichiarazione spiegando i propri motivi”.

Tale evento verrà riproposto prossimamente anche a Roma.